Rigenerazione Ossea Dentale

Sei Qui: Home/Trattamenti/Implantologia/Rigenerazione Ossea Dentale

Rigenerazione Ossea Dentale

Richiedi Informazioni

Il dente si trova inserito nel tessuto osseo in una cavità chiamata alveolo; il dente è connesso all’osso attraverso le fibre parodontali. Ogni qualvolta si esegue l’estrazione di un dente si assiste ad un inevitabile processo di riassorbimento dell’osso che circonda la radice del dente.
Estrazioni dentali traumatiche, condizioni anatomiche particolari (presenza di un osso molto sottile), e/o utilizzo di protesi rimovibili (scheletrati e dentiere) possono provocare un ulteriore riassorbimento dell’osso. Anche la presenza di infiammazioni dell’apice del dente (granulomi/ascessi) e dei tessuti di sostegno del dente (piorrea) possono determinare importanti processi di riassorbimento dell’osso alveolare. Infine i gravi traumi (es. da incidenti stradali) possono causare grossi deficit dell’osso alveolare.

Ne consegue che spesso l’inserimento degli impianti endoossei deve essere accompagnato o preceduto da procedure di ricostruzione o rigenerazione dell’ osso.
La rigenerazione dell’osso avviene attraverso l’utilizzo di membrane riassorbibili o non riassorbibili che, appositamente fissate, stabilizzano il coagulo, l’eventuale innesto osseo ed escludono le cellule epiteliali dall’area nella quale deve avvenire la rigenerazione ossea.

Il Dott. Deliperi riesce spesso a rigenerare il tessuto osseo contestualmente all’inserimento degli impianti anche in presenza di deficit ossei importanti. Questa procedura consente di evitare un intervento aggiuntivo e ridurre i tempi necessari per la guarigione.

Arcata Superiore

Nell’arcata superiore in zona molare e premolare l’osso mascellare è delimitato verso l’alto da una struttura anatomica molto importante, il seno mascellare. Il seno mascellare è una cavità aerea separata dall’osso alveolare attraverso una struttura anatomica denominata membrana del seno mascellare. Processi di riassorbimento dell’osso mascellare nella zona molare e premolare dell’arcata superiore e la presenza della cavità del seno mascellare possono ridurre l’altezza di osso residuo a pochi millimetri. In questo contesto, l’osso residuo non è sufficiente per accogliere l’inserimento di impianti endoossei.
Tuttavia, si possono utilizzare tecniche di rigenerazione dell’osso che prevedono lo spostamento della membrana del seno mascellare verso l’alto per ricavare uno spazio nel quale è inserito l’innesto di tessuto osseo per favorire la rigenerazione dell’osso. Ciò consente di aumentare l’altezza di osso a disposizione ed accogliere l’intera lunghezza degli impianti endoossei senza violare questa importante struttura anatomica.

Nell’arcata superiore in corrispondenza del gruppo frontale (da canino a canino) non sono presenti strutture anatomiche che limitano l’altezza di osso residuo necessario per l’inserimento degli impianti (ad eccezione delle cavità nasali comunque distante dalla cresta ossea). Tuttavia, questa è un’area nella quale la parete ossea vestibolare (parete ossea esterna rivolta verso il labbro) è spesso molto sottile e va frequentemente incontro a processi di riassorbimento. Nel gruppo frontale la difficoltà principale non è tanto inserire gli impianti quanto ottenere un risultato estetico ottimale ovvero rendere le capsule degli impianti indistinguibili dalle corone dei denti naturali. La morfologia dentale è influenzata dalla morfologia gengivale anche in implantologia (vedi sessione “Plastica gengivale & Ceramiche”). Il riassorbimento osseo e la conseguente perdita di volume osseo è sempre seguito da retrazione della gengiva. Se si inserissero gli impianti in un osso riassorbito, i margini gengivali dei denti su impianto si troverebbero ad un livello più alto rispetto ai margini gengivali dei denti naturali. In presenza di marcato riassorbimento dell’osso, la combinazione di tecniche rigenerative dell’osso e d’innesti gengivali è spesso necessaria per ottenere un risultato estetico ideale nei denti anteriori supportati da impianti.

Arcata Inferiore

Nell’ arcata inferiore in zona molare e premolare, l’inserimento degli impianti può essere ostacolato, in presenza di importanti riassorbimenti dell’osso, da una struttura anatomica inviolabile, il nervo alveolare inferiore. Il nervo alveolare inferiore decorre all’interno di un canale situato all’interno dell’osso mandibolare e fuorisce dallo stesso nello spazio compreso tra primo e secondo premolare inferiore.
In presenza di importanti riassorbimenti dell’osso mandibolare in zona molare e premolare, l’altezza di osso residuo, delimitato in basso dal nervo alveolare inferiore, può essere limitata a pochi millimetri. In questo scenario, le tecniche di rigenerazione guidata dell’osso sono indispensabili per poter inserire gli impianti. Se il riassorbimento è particolarmente marcato, può essere richiesto un primo intervento di rigenerazione dell’osso ed un secondo intervento, a distanza di circa 6 mesi, di inserimento degli impianti.
Qualora il difetto osseo fosse meno grave, si possono inserire gli impianti lasciando una parte degli stessi esposta (non affondata nell’osso) e, attraverso sofisticate tecniche di rigenerazione guidata dell’osso, ricostruire la porzione di osso mancante.

La porzione anteriore dell’ arcata inferiore (da primo premolare a primo premolare inferiore) è una zona priva di strutture anatomiche inviolabili. E’ un’area nella quale si possono inserire gli impianti anche in presenza di importanti riassorbimenti dell’osso mandibolare.
Spesso l’area che va da primo premolare a primo premolare inferiore viene sfruttata per inserire impianti anche in pazienti edentuli portatori di dentiera in modo da stabilizzare la stessa attraverso l’ancoraggio implantare.

Dr. Deliperi’s teaching
Hands-on Courses on Biomimetic restorative Dentistry

visita il sito